L’Um El Faroud è un relitto di petroliera al largo della costa di Wied iz-Zurrieq, Malta, affondato nel 1998 come barriera artificiale e attrazione per subacquei.
Gigante: una parola che suscita subito emozione.
Gigante può essere una «cosa o struttura» fisica ma può essere anche un sentimento.
Può essere Gigante una piramide ma può essere Gigante anche una sensazione di fronte ad un evento più grande di noi, di non misurabile fisicamente.
Un uomo od una donna possono essere dei «Giganti» per aver inventato cose impossibili od aver superato ostacoli e limiti impensabili per l’essere umano.
Beh, l’immersione sul relitto della petroliera Um El Faroud a Malta è un po’ tutte le cose. Sì, molto grande rispetto al subacqueo che la esplora ma «Gigante» anche nell’emozione che si prova appena la sua sagoma appare davanti a noi.
Passando poi davanti alla targa che ricorda le 9 persone morte nell’esplosione del 1995 diventa «Gigante» il disastro umano di quell’incidente.

Il relitto Um El Faroud: caratteristiche principali
Nel Settembre 1998, viene trasportata a Wied iz-Zurrieq, un piccolo villaggio nella costa sud di Malta, dove ora si trova, in assetto di navigazione, spaccata in due parti dopo una mareggiata, a 35 metri su fondo sabbioso.
Costruita nel 1969 in Inghilterra, misura 110 metri di lunghezza, 16 di larghezza e una stazza lorda di 3.147 tonnellate, con 4 cisterne centrali e 4 laterali su ogni lato.
Storia dell’Um El Faroud
Costruita nel 1969 dalla Smiths Dock Co. Ltd. a Middlesbrough, Inghilterra, l’Um El Faroud era una petroliera lunga 115 metri e larga 15,5 metri, con una stazza lorda di 10.000 tonnellate. Operava principalmente tra Italia e Libia per il trasporto di carburante raffinato. Il 3 febbraio 1995, durante lavori di manutenzione nei cantieri navali di Malta, un’esplosione nel serbatoio centrale causò la morte di nove operai e danni strutturali significativi. Dichiarata irrecuperabile, rimase nel porto di Valletta fino al 1998, quando fu affondata per creare un reef artificiale

Come si svolge l’immersione sull’Um El Faroud
Data la distanza dal nord di Malta (dove si parte per la maggioranza delle immersioni da barca) e da Valletta, si entra in acqua da terra e si raggiunge il relitto pinneggiando a qualche metro di profondità, non troppo fondi per non accumulare troppo azoto prima di arrivare sul relitto.
Noi, ad Orangeshark Diving Centre, facciamo sempre due immersioni su questo relitto, una intorno allo scafo, passando tra il grande timone e l’elica a 35 metri di profondità e una all’interno, compreso la sala macchine. La facciamo sempre in Nitrox e sempre con i nostri scooters, così da riuscire ad esplorarla tutta e non avere problemi anche in caso di corrente.
È un’esperienza indimenticabile, con acqua trasparente e spunti fotografici eccezionali.
Un’immersione sempre richiesta, con i nostri esperti istruttori che cercano sempre percorsi diversi anche per chi si è già immerso su questo «Gigante del mare».
Fauna marina e condizioni
Nonostante la relativa recente immersione, l’Um El Faroud ospita una varietà di vita marina, inclusi barracuda, tonni e cernie. La visibilità è generalmente ottima, ma le correnti possono essere forti e improvvise, rendendo l’immersione adatta a subacquei esperti.
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Un’immersione che val più la pena vivere, che essere descritta, così come moltissime altre dell’arcipelago Maltese. Non vi resta che dar sfogo alla vostra immaginazione e contattarci. Vi organizzeremo, tutto, dall’hotel al transfer dall’aeroporto per una vacanza diving indimenticabile. Immersioni per tutti, da riva e da barca (la nostra Paola One).
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Foto di copertina di Marcello di Francesco
